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Il Comunicatore


28 agosto 2007

Autore: Aldo


La nostra società sembra subire sempre più il fascino della comunicazione. Negli ultimi dieci anni, le facoltà di Scienze della Comunicazione, hanno avuto un boom di iscrizioni che hanno determinato una crescita, pari solo a quella delle copie vendute dalla gazzetta dello sport dopo le vittorie dell’Italia ai mondiali del 1982 e del 2006.

Oggi, infatti, una figura molto in auge, spesso considerata addirittura indispensabile per ricoprire ruoli di responsabilità pubblica, è il COMUNICATORE. Provate, se avete fegato, a leggere quali profili caratterizzano il comunicatore di (o per) una organizzazione, privata, pubblica o sociale:

http://www.scienzedellacomunicazione.com/dettaglio.asp?idNews=663

Vi renderete conto di quanto si possa rendere artificioso , asservito, completamente svuotato di ogni logica e buon senso, un uomo .

Bene, ecco come tirare a sé l’ira di molti amanti ed esperti del ramo, ma il punto non è cosa penso io della comunicazione o dei comunicatori (vi faccio notare che siamo su un blog….), bensì la loro invasione nella vita politica. Come più volte accaduto in Italia, anche questo è conseguenza delle cicliche influenze americane che tanto hanno danneggiato la nostra cultura da cui ingiustamente ci si allontana. Ad ogni elezione politica, ci si affanna a proporre agli elettori, uomini e donne (poche a dire il vero) che meglio risultano comunicativi.

Il problema, badate bene, è che i termini per esserlo, sono anche l’aspetto fisico , look , passione calcistica, tendenze sessuali, dichiarata fede religiosa,  capacità di sostenere faccia a faccia radiotelevisivi, senso dello humor , insomma tutto ciò che al politico serve per infondere un senso di fiducia, tale da spingere un individuo a votarlo. Mentre di curriculum professionale, che attesti delle spiccate capacità, neanche l’ombra.

Il frutto di enormi sforzi da parte degli esperti in comunicazione, principali collaboratori dei politici, è rappresentato da tristi manifesti.

Anche qui, proposte chiare o di un puro e semplice progetto politico , neanche a parlarne.

Questa è l’epoca dei portavoce, consulenti di immagine, curatori delle partecipazioni televisive, autori dei discorsi pubblici,ma siamo sicuri che la gente sia tanto stupida da non capire da sola il senso e la bontà di una proposta politica ? E’ proprio necessario impressionare piuttosto che spiegare? Insultare e non collaborare? Cazzeggiare al posto di agire? Insomma abbiamo proprio bisogno di tutte queste persone dedite solo a far guadagnare qualche punto percentuale nei sondaggi sulla popolarità ai loro datori di lavoro?

A questo punto, permettetemi ancora delle domande :

Siete di fronte ad una malattia grave che colpisce voi o un vostro caro, cosa credete sia necessario, un medico capace oppure uno che abbia una irresistibile personalità ed autostima nonché chiare doti divulgative tali da spiegarvi con un esauriente power-point tutto sulla patologia?

Il motore della vostra macchina è completamente fuso, la vostra vicina libidinosa vi ha sempre parlato del suo meccanico attraente , sempre pulito,  che parla un italiano impeccabile, non sempre però all’altezza del compito affidatogli. Voi da anni vi rivolgete a Franco, un tipetto basso, obeso, sporco, ma che tanto per dirla alla Battisti … “con un cacciavite in mano fa miracoli” , allora , a chi vi rivolgete?

Vogliamo parlare degli avvocati, idraulici, ingegneri, fornai,  insegnanti, impiegati……? Beh credo che ci siamo capiti.

Si è sempre sostenuto che la matematica non è un’ opinione,  poiché i numeri non consentono equivoci. Oggi, invece, comicamente ogni politico esibisce i propri dati, opposti a quelli della controparte, privandoci così dell’unico metro giudicante.

Vabbè, questa ve la devo proprio dire... sono stufo di dover scegliere, nella cabina elettorale, un leader-comunicatore sostenuto e gonfiato da un gruppo di espertoni come se fosse uno yogurt da vendere. Preferisco alla comunicazione, la competenza e i risultati che da essa possono derivare.

La Borsa


30 luglio 2007

Autore: Aldo


Dite un po’ ? mi rivolgo a chi ha i suoi anni che cominciano perlomeno con gli enta, ma voi ricordate un simile bombardamento mediatico in tema di  Finanza, Quotazioni-Azioni, indice MIB , indice Dow Jones , Nasdaq……, chessò, una ventina di anni fa?  Beh io , no! Ricordo, che il Tg2 aveva creato una finestra condotta dal mitico Everarardo Dalla Noce che, a forza di parlare delle Blue chip*,mi spinse a cercare per negozi delle cavolo di patatine dallo strano colore. L’adescamento era dunque iniziato, sì gente, perché di adescamento si tratta. Vittime sono coloro che alla  fine dell’anno, riusciti a risparmiare qualche migliaia di euro, (sempre meno ultimamente) sono persuasi dal guadagno trendy.

Non è tanto il guadagnare in se, infatti, ma è farlo alla moda. Non occorre fare del lavoro extra ma si dovrà usare il proprio fiuto economico e la chimera da inseguire è l’INVESTIMENTO. Questa è roba che inorgoglisce, cavolo, che ti fa sentire un uomo di affari e subito  ti proietta nel mondo fatto di barche, macchine di lusso, gioielli.

La parte più esaltante, infatti,  è quando cominci a pensare come vorrai spendere i tuoi ricavi. Rinvesto tutto in Bond che il mio fedele amico-agente di borsa mi ha consigliato, oppure finalmente è giunto il momento di diventare socio del “Billionaire” ?

Qualcuno subito mi taccerà di arretratezza mentale, di ignoranza in materia economica o , peggio ancora, di essere comunista.

Sinceramente,  quest’ultima cosa  sta capitando spesso a tutti coloro  che si sono un po’ rotti le balle di sentirsi ripetere, dinanzi a delle vere e proprie ingiustizie sociali: “… è la legge del mercato”.

La finanza italiana è controllata da un ristretto numero di grandi gruppi (provate a dare un'occhiata qui!) , tuttavia, si ha bisogno che la gente impegni del denaro. Poco, in modo che ciascuno non conti nulla , ma che tutto assieme sia abbastanza da mantenere oleati gli ingranaggi della giostra.

Beh, questa ve la devo proprio dire… è davvero fastidioso che ogni organo di informazione preveda uno spazio per notizie sull’andamento borsistico , invogliando, implicitamente, la gente ad investire quei quattro soldi che si ritrova, illudendola di sentirsi impreditori e abili investitori. Non bastava la sirena ammaliatrice del gioco del lotto, adesso anche la borsa contribuisce a convertire la popolazione in burattini scommettitori.

Ipotizzando un utile medio annuo del 20% su 10.000 euro investiti , ovviamente escludendo a priori ogni rischio sul capitale (ipotesi non tanto remota), quanto potrà cambiare la mia vita ? secondo voi per chi invece possiede un capitale investito di 50 milioni di euro , è la stessa cosa?

*Sono chiamate così le azioni industriali solide, il cui acquisto non comporta, da parte degli investitori, quasi nessun rischio, anche in presenza di recessione economica o di rapido declino di utili societari. Definizione redatta da Cristina Beltrame