Heyoke House...

Curatore: Max

Una pittoresca creatura vive tra gli uomini... osserva il nostro mondo e ci comunica in questa sezione le sue impressioni... Il suo nome è Heyoke, giacché il suo comportamento ricalca quello degli heyoke indiani.
...Per capire di cosa stiamo parlando vi invito a leggere questo paragrafo tratto dal sito di Gianfranco Manfredi, uno degli sceneggiatori del fumetto "Magico Vento":

L’heyoke è una delle incarnazioni palesi del doppio. E’ il buffone del villaggio, che si distingue perché parla e agisce al contrario: pensa una cosa ma ne dice un’altra, ride quando è triste, insulta per apprezzare, afferma per negare. E’ appunto un buffone e la sua natura doppia non stupisce, poiché la comicità è basata sul ribaltamento e quindi sullo sdoppiamento: sono elementi comici un re denudato, un gatto che insegue un cane, una moglie che picchia il marito. L’ironia, il dire una cosa intendendone un’altra, permette di prendersi gioco dei potenti, ridicolizzarli, elevando la plebaglia con le sue furberie. E’ una situazione tipica della commedia: il rovesciamento sopra/sotto della società. Nella sua allegria, c’è però l’aspetto tragico che accompagna tutti i clown, quella patina malinconica che appare sul loro viso allegro: l’heyoke ride esteriormente ma si strugge interiormente. Questa contraddizione emotiva lo rende fragile e incline all’autocommiserazione (l’heyoke di MV si chiama infatti Uccide se stesso). In questa ottica, l’heyoke è più che un semplice ruolo nella società indiana: anche al giorno d’oggi e nella società occidentale capita spesso che ci chiedano come stiamo e noi, pur con il cuore afflitto da qualche magagna, rispondiamo “tutto bene”, per essere rassicuranti. L’antitesi, in questo caso, è tra ciò che siamo (e proviamo) e ciò che appariamo, e ha evidentemente implicazioni sociali.


fonte: http://www.gianfrancomanfredi.com/contri.html


Non tutto quadra a Pigreco!

Curatore: Aldo

Ci siamo! Il primo viaggio su Marte è oramai prossimo. Nel 1997, la sonda Pathfinder ha cominciato a scorazzare su un'antica pianura fluviale nell'emisfero nord di Marte (Ares Vallis). Brian Muirhead, cinquantaduenne ingegnere capo del laboratorio "Jet Propulsion Lab" della NASA annunciò al mondo : "Andremo su Marte nel 2020”. I più informati sostengono che adesso dirige un gruppo di alcolisti anonimi  che in suo onore iniziano la seduta ascoltando la colonna sonora di E.T. del grande John Williams. La sonda Mars Express (ESA) è stata lanciata nel 2003 ed ha trasmesso a Terra un’impressionante quantità di immagini il cui costo dello sviluppo a colori è costato quanto una manovra finanziaria del governo svizzero. Alcune hanno svelato la presenza di acqua nel polo sud, dunque, sarà pure un pianeta meno affascinante della Terra ma almeno sembra più equo. Insomma, del pianeta rosso (in senso cromatico) ne sappiamo davvero tanto e  così il primo uomo adagerà presto il suo piede sulla superficie marziana.
Secondo molti la domanda è: “chi incontrerà?”  Beh, i marziani naturalmente. Io invece suggerirei : “cosa chiederà il marziano all’astronauta ?” I marziani, come ogni sceneggiatura di fantascienza degna di rispetto, sono delle creature superiori, dotate di assoluta razionalità, pertanto, quale posto sulla faccia della Terra susciterebbe un mucchio di domande e chiarimenti sul comportamento folle, illogico ed insensato della sua popolazione?… l’Italia è la risposta.
Questa rubrica, amici, propone una serie di probabili quesiti posti da Pigreco, il marziano, all’astronauta italoamericano Ciro Rocket (vincitore di concorso N.A.S.A) che esibirà degli improbabili responsi...

La Via Dei Pumi...

Curatrice. Mimì

Benvenuti lungo la via dei pumi... una immaginaria strada di un qualsiasi centro storico lungo la quale passeggiando potrete imbattervi per la prima volta o riscoprire inaspettatamente parte della vostra cultura, o anche di una cultura più lontana, ma sempre intimamente legata alla vostra dimensione di essere umano.

 

“I quadri sono come persone. Le opere d’arte compiute sono come esseri umani, quindi devono respirare, e di fatto respirano. Un quadro ha due possibilità: o imitare la realtà in maniera fredda, oppure ricreare la realtà, prolungarla, diventare insomma un organismo vivo e quindi respirare come un essere umano”.

 

Vedere le parole, V. Sgarbi

Lo Specchio Sparlante...

Curatore: Max

Riflettere, sorridendo...

Chiacchere d'Inchiostro...

Curatrice: Mimì

Davvero la poesia può essere strumento di lettura della realtà? Proviamoci in questo spazio, dove ogni testo poetico scelto sarà legato ad un fatto di cronaca recente … Nessuna pretesa intellettuale, solo la necessità di creare un momento di riflessione su ciò che ci circonda, usando non gli ordinari e caotici media ma … la limpida e potente ‘forza della parola poetica’!

Siete tutti piacevolmente invitati …

 

La forza della parola poetica sta nel trasformare le nostre emozioni, nel dare ai nostri sentimenti e alla nostra abitudine di vedere le cose una nuova imprevista modalità: vedere cioè il mondo da un’altra parte, osservare la nostra esperienza quotidiana non secondo quello che abbiamo pensato fino a quel momento, ma in un modo imprevisto, da un punto di vista insolito.

 

Vedere le parole, V. Sgarbi

Vabbè, questa ve la devo proprio dire...

Curatore: Aldo
 

Amici, spesso delle cose non si sopportano a causa della loro palese ingiustiza o, peggio ancora, si è costretti a subirle, anche se solo da spettatore. Sono questi i momenti adatti per esclamare: “Vabbè questa ve la devo proprio dire . .!!"