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20 giugno 2007
Autrice: Mimì
A proposito di Gay Pride … questi versi testimoniano i tormenti d’amore di una donna vissuta tra il VII e il VI secolo a.C., la famosa poetessa greca lesbica Saffo. Dedicato a tutti coloro che amano, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, con l’augurio che nel pieno rispetto dei loro diritti umani e civili possano sempre sentirsi liberi di esprimere se stessi.
***
Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell'erba; e poco lontana mi sento
dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare...
***
Esser morta vorrei veramente.
Mi lasciava piangendo,
e tra molte cose mi disse:
"Ahimè, è terribile ciò che proviamo,
o Saffo: ti lascio, non per mio volere".
E a lei io rispondevo:
"Va' pure contenta, e di me
serba il ricordo: tu sai quanto t'amavo.
Se non lo sai, ti voglio
ricordare...
cose belle noi godevamo.
Molte corone di viole,
di rose e di crochi insieme
cingevi al capo, accanto a me,
e intorno al collo morbido
molte collane intrecciate,
fatte di fiori.
E tutto il corpo ti ungevi
di unguento profumato...
e di quello regale.
E su soffici letti
saziavi il desiderio
...
E non vi era danza
né sacra festa...
da cui noi fossimo assenti
né bosco sacro...
***
Il poeta Anacreonte, vissuto una generazione dopo Saffo, accreditò la tesi che la poetessa nutrisse per le fanciulle che educava alla musica, alla danza e alla poesia un amore omosessuale, credenza sostenuta anche dai numerosi frammenti poetici ritrovati. La critica moderna indica questi amori omosessuali come normale percorso educativo che le adolescenti intraprendevano quando facevano parte del tiaso, scuola di educazione femminile di Lesbo, che vedeva come maestro proprio Saffo e dove alla luce di una formazione culturale completa (artistica, musicale e sociale) era contemplata anche l'iniziazione all'amore omosessuale che non pregiudicava ma completava il futuro amore eterosessuale.Questo suo ruolo educativo, frainteso ed isolato, ha generato i termini moderni "lesbico" e "saffico" per l'omosessualità femminile.
***
Segnalo inoltre l’interessante kermesse artistica sull’arte contemporanea omosessuale che si terrà a Milano dal 3 luglio al 16 settembre 2007 intitolata ‘Arte e Omosessualità. Da Von Gloeden a Pierre et Gilles’




